Secondo il framework della Commissione Europea, il Passaporto Digitale di Prodotto si basa su tre elementi principali: un data carrier, tipicamente un QR code o un identificatore simile che collega il prodotto fisico al suo passaporto digitale; sistemi tecnici, che includono il registro DPP e le infrastrutture necessarie per gestire e rendere accessibili i dati; e dati specifici per prodotto, definiti tramite atti delegati per ciascuna categoria. In pratica, questo sistema funziona su due livelli: backend e frontend. Nel backend, le aziende raccolgono e strutturano dati a livello di prodotto lungo tutta la filiera, integrando informazioni provenienti da sistemi interni come ERP e PLM, oltre che da fornitori e certificazioni. Questi dati vengono organizzati secondo i requisiti normativi e collegati all’infrastruttura del DPP, incluso il registro, che consente l’individuazione dei dati, la standardizzazione e l’accesso controllato. Nel frontend, il prodotto fisico è collegato a questi dati tramite il data carrier. Quando il QR code viene scansionato, l’identificatore univoco del prodotto viene risolto e le informazioni rilevanti vengono recuperate e mostrate. Consumatori, aziende e autorità accedono a diversi livelli di informazione in base al loro ruolo. Per le aziende, questo significa strutturare la raccolta dati, garantire la tracciabilità lungo la supply chain e supportare dichiarazioni verificabili. Per i consumatori, significa poter accedere direttamente a informazioni sul prodotto, come composizione, dati verificati e indicazioni su uso, cura, riparazione e fine vita.