
Disclaimer:Il team di Renoon può disporre di informazioni interne rilevanti su alcune delle aziende citate in questa analisi o intrattenere rapporti diretti con esse. Tuttavia, nessuna di queste informazioni interne o relazioni è stata presa in considerazione, in alcuna forma, ai fini del presente documento. I risultati qui presentati si basano esclusivamente sulla reportistica aziendale pubblicamente disponibile esaminata nell'ambito di questa ricerca.
A che punto è il settore moda nell’adozione dei Digital Product Passport?
La risposta in una frase: Renoon ha rilevato che 9 brand di moda su 20, pari al 45%, citano esplicitamente i Digital Product Passport nella reportistica di sostenibilità 2025, mentre solo 3 su 20, pari al 15%, dichiarano DPP già attivi sui prodotti.

Renoon ha esaminato 20 report ufficiali di sostenibilità, impatto ed ESG pubblicati a livello di singolo brand e riferiti all’anno solare 2025, all’FY2025 o all’FY2025/26.
L’analisi ha escluso i report delle capogruppo, i report annuali o integrati generali, le pubblicazioni relative ad anni precedenti e le fonti corporate esterne. Il confronto si concentra quindi su quanto i singoli brand hanno dichiarato nei report di sostenibilità selezionati.
In ogni report sono state cercate in modo esplicito le espressioni “Digital Product Passport”, “Digital Product Passports”, “DPP”, “DPPs”, “product passport”, “product passports”, “digital passport” e “digital passports”.
Ogni occorrenza è stata verificata nel relativo contesto. I riferimenti duplicati, le voci dell’indice e le sole menzioni definitorie sono stati esclusi dal conteggio sostanziale.
Questa ricerca misura quanto viene dichiarato pubblicamente. La classificazione di un report come privo di riferimenti al DPP significa che i Digital Product Passport non sono discussi esplicitamente nella pubblicazione selezionata. Non consente di stabilire se il brand stia preparando, testando o implementando il DPP attraverso attività comunicate altrove o non rese pubbliche.

Tra i nove brand che citano i Digital Product Passport, otto collegano il DPP alla tracciabilità di prodotto e otto ai dati di prodotto o all’infrastruttura digitale. Entrambi i temi compaiono quindi nell’88,9% dei report positivi.
Sette brand, pari al 77,8%, collegano esplicitamente il DPP a regolamentazione UE, compliance o preparazione normativa. Anche le informazioni rivolte al consumatore compaiono in sette report. Sei trattano dati dei fornitori o della supply chain, mentre cinque collegano il DPP a circolarità, cura, riparazione o fine vita.
I report inquadrano il DPP soprattutto attraverso il lavoro operativo necessario per creare e mantenere informazioni a livello di prodotto.
ASICS afferma che il futuro DPP dell’UE richiederà informazioni aggiuntive sulla supply chain e la predisposizione dei sistemi IT necessari. (Sustainability Report 2025, p. 56)
Decathlon collega la compliance relativa al passaporto di prodotto alla gestione dei dati di prodotto e al proprio programma di tracciabilità. (2025 ESG Report, pp. 65 e 72)
Yamamay collega lo sviluppo del DPP a un nuovo PLM e a processi di prodotto più trasparenti, tracciabili e basati sui dati. (Sustainability Report 2025, p. 6)
Gucci descrive l’uso di digital twin e l’organizzazione dei dati di tracciabilità e sostenibilità a supporto della creazione dei DPP. (Gucci Equilibrium Impact Report 2025, p. 42)
GANNI descrive il lavoro per collegare i sistemi di design, produzione e riparazione nell’ambito dell’obiettivo di sviluppare una soluzione DPP entro il 2028. (2025 Responsibility Report, “Innovation / Digital Innovation”)
In questi esempi, l’implementazione dipende dalla capacità di associare informazioni affidabili al prodotto corretto, scambiarle tra sistemi interni e fornitori e mantenerle al livello di granularità richiesto.
La ricerca ha identificato 23 riferimenti sostanziali al DPP nei nove report positivi.
ARMEDANGELS conta sette riferimenti sostanziali, Finisterre cinque e Nudie Jeans tre.
Insieme, questi tre brand rappresentano 15 dei 23 riferimenti sostanziali, pari a circa il 65%.
Questa concentrazione mostra che il dato del 45% non corrisponde a una profondità di disclosure uniforme. Diversi report contengono un solo riferimento isolato, mentre un gruppo più ristretto presenta esempi ricorrenti o sezioni dedicate a pilot, implementazione, dati dei fornitori e vincoli operativi.
Otto dei nove report positivi descrivono regolamentazione, preparazione, un pilot o un’implementazione attiva. Tre brand dichiarano esplicitamente DPP già attivi sui prodotti o sull’intera collezione.
Si tratta di ARMEDANGELS, Finisterre e O My Bag. Insieme rappresentano il 15% del campione complessivo.
ARMEDANGELS dichiara che tutti i capi della collezione Spring 2025 dispongono di un codice QR che consente di accedere a informazioni sul prodotto, incluse certificazioni e aziende produttrici.
Il report descrive nove dati già disponibili a livello di prodotto, con ulteriori dati relativi a fornitori, design circolare e carbonio previsti in seguito. (Impact Report 2025)
Finisterre dichiara di aver lanciato i suoi primi Digital Product Passport su 35 prodotti della collezione AW25 utilizzando Retraced.
Il report descrive anche i vincoli operativi emersi nell’estensione del progetto, incluso il lavoro necessario per aumentare la partecipazione dei fornitori e ampliare la copertura dei prodotti. (2025 Impact Report, pp. 15–16 e 48)
O My Bag dichiara di aver introdotto i Digital Product Passport su tutta la collezione con Renoon.
I clienti possono scansionare un codice QR per accedere a informazioni su materiali, maker, impronta ambientale, cura, garanzia e opzioni di seconda vita della borsa. (2025 Impact Report, “Digital product passport”)
Undici dei 20 report non contengono alcun riferimento esplicito al DPP.
I report sono stati pubblicati da Aritzia, Atomic, Gymshark, Lacoste, Marks & Spencer, New Balance, Patagonia, Primark, Ralph Lauren, Salomon e Superdry.
Questo risultato non stabilisce che questi brand siano inattivi o impreparati. Indica che il DPP non era ancora diventato un tema ricorrente nella reportistica di sostenibilità 2025 selezionata.
La reportistica pubblica è un indicatore incompleto della preparazione operativa. I brand possono prepararsi internamente, partecipare a progetti esterni o lavorare con provider tecnologici senza descrivere queste attività nel documento analizzato.
La distinzione resta importante per interpretare i risultati: questa ricerca misura ciò che i brand hanno dichiarato pubblicamente in un insieme definito di report.
La ricerca evidenzia una chiara differenza tra visibilità del DPP e implementazione dichiarata.
I Digital Product Passport compaiono nel 45% dei report analizzati. Tracciabilità e infrastruttura dei dati di prodotto sono i temi più frequenti tra questi report. Il rollout live è dichiarato esplicitamente dal 15% del campione complessivo.
I risultati indicano che gran parte del lavoro dichiarato si concentra oggi sulla fase di preparazione:
Queste attività possono iniziare prima dell’adozione dei requisiti finali specifici per il tessile. L’atto delegato definirà i requisiti applicabili in materia di dati e accesso, ma le aziende possono già valutare disponibilità, titolarità e qualità delle informazioni presenti nell’organizzazione e nella supply chain.
La preparazione al DPP dipende dalla capacità di trasformare queste informazioni in un livello dati strutturato, mantenibile e riferito al singolo prodotto.
Nove dei 20 brand di moda analizzati da Renoon in un campione randomizzato, pari al 45%, citano esplicitamente i Digital Product Passport nella reportistica di sostenibilità 2025 o FY2025.
ARMEDANGELS, Finisterre e O My Bag dichiarano esplicitamente Digital Product Passport già attivi sui prodotti o sull’intera collezione. Insieme rappresentano il 15% del campione complessivo.
L’ESPR istituisce il quadro dei Digital Product Passport e identifica tessili e abbigliamento tra le priorità. I requisiti dettagliati e la data di applicazione per i gruppi di prodotti tessili interessati saranno definiti attraverso norme specifiche di prodotto.
Un DPP per la moda può collegare un identificatore persistente di prodotto a informazioni relative a materiali, origine, fasi della supply chain, certificazioni, cura, riparazione, riciclo, performance ambientale e altri dati richiesti dalle norme di prodotto applicabili.
Le informazioni obbligatorie definitive dipenderanno dal relativo atto delegato.
Il rollout del DPP richiede informazioni a livello di prodotto, partecipazione dei fornitori, integrazione dei sistemi, identificatori, governance dei dati e processi per mantenere le informazioni aggiornate nel tempo.
I report mostrano che molti brand stanno lavorando su questi requisiti di base, mentre il rollout dichiarato a livello di prodotto resta concentrato su tre aziende del campione.
I report mostrano che l’implementazione del DPP implica già decisioni su dati di prodotto, informazioni dei fornitori, sistemi interni, identificatori e governance.
Renoon supporta le aziende della moda in queste decisioni, dalla preparazione normativa e definizione del modello dati all’onboarding dei fornitori, all’integrazione dei sistemi e al rollout dei Digital Product Passport.