Cultura
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6 ottobre 2026

I brand che stanno già utilizzando il DPP

Martina Sattanino
Content Writer

Questo articolo viene aggiornato quando vengono annunciate nuove implementazioni di passaporti digitali di prodotto documentate pubblicamente. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

I passaporti digitali di prodotto sono già in fase di implementazione nella moda, nel lusso e negli accessori. I brand stanno collegando i prodotti fisici a informazioni digitali su materiali, produzione, filiere, cura e servizi disponibili dopo l’acquisto.

I progetti attuali variano notevolmente per portata. Alcuni brand, tra cui Dondup e Nanimarquina, coprono già tutti i prodotti che immettono sul mercato, mentre altri iniziano da prodotti, collezioni o categorie selezionati prima di procedere verso un’implementazione più ampia.

Di seguito analizziamo quali brand stanno già utilizzando i passaporti digitali di prodotto, come li stanno implementando e cosa mostrano questi progetti sulla direzione più ampia del settore della moda.

Questo articolo presenta una selezione di implementazioni e iniziative correlate al passaporto digitale di prodotto documentate pubblicamente. Non è un elenco esaustivo: i brand non inclusi potrebbero già sviluppare o implementare progetti simili. Renoon potrebbe inoltre essere a conoscenza di iniziative non ancora rese pubbliche e che quindi non possono essere incluse. L’inclusione non indica la conformità ai futuri requisiti del DPP, poiché le regole specifiche per i prodotti della moda e del tessile non sono ancora state definite in via definitiva.

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Perché i marchi stanno adottando i passaporti digitali di prodotto

La Commissione europea definisce il passaporto digitale di prodotto come un registro digitale collegato a un prodotto fisico che rende accessibili le informazioni rilevanti lungo tutto il suo ciclo di vita.

Nell’ambito del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, i requisiti del passaporto digitale di prodotto saranno introdotti attraverso regole specifiche per categoria di prodotto. Tessili e abbigliamento rientrano tra i gruppi di prodotti prioritari, sebbene il dataset obbligatorio definitivo, la granularità applicabile, i diritti di accesso e le tempistiche di implementazione debbano ancora essere stabiliti dal relativo atto delegato.

Per i brand della moda, preparare un DPP richiede più della creazione di una pagina rivolta al cliente. Le aziende devono strutturare i dati di prodotto e di filiera, definire le responsabilità interne, coinvolgere i fornitori, collegare i sistemi esistenti e stabilire come le informazioni saranno associate ai prodotti e mantenute nel tempo.

I brand che oggi implementano i DPP stanno già testando questi processi operativi, esplorando al contempo come la stessa infrastruttura possa supportare trasparenza, customer experience, cura, riparazione e altri servizi legati al prodotto.

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Brand della moda e del lusso che utilizzano già i passaporti digitali di prodotto

Tod’s: il passaporto digitale di prodotto entra nell’e-commerce

Tod’s ha reso disponibili i passaporti digitali di prodotto su Tods.com per modelli iconici della collezione di mocassini Gommino.

Sviluppato con Renoon, il passaporto rende accessibili direttamente dalla pagina prodotto informazioni su materiali, processi produttivi, luoghi e certificazioni aziendali. I clienti possono inoltre accedere alle informazioni tramite schede con codice QR associate ai prodotti fisici.

Il progetto rappresenta la prima fase di un’implementazione più ampia. L’infrastruttura sottostante è stata progettata per integrare nel tempo ulteriori prodotti, dati e fasi della filiera.

L’implementazione mostra come un passaporto digitale di prodotto possa entrare a far parte dell’esperienza di acquisto online, creando al contempo una struttura che può essere progressivamente estesa all’intero portafoglio prodotti del brand.

Dondup: estendere i passaporti digitali di prodotto a più collezioni

Dondup ha implementato i passaporti digitali di prodotto su tutti i prodotti che immette sul mercato, coprendo già oltre 2,4 milioni di prodotti in più collezioni.

Inizialmente, il progetto si è concentrato sul rendere più accessibili le informazioni sui prodotti, sul Made in Italy e sulla filiera. Nell’arco di tre anni, il DPP è diventato parte di un processo strutturato che coinvolge i team di sostenibilità, produzione ed e-commerce.

Lo stesso livello informativo associato al prodotto supporta ora contenuti legati a diversi requisiti di compliance, tra cui il futuro quadro europeo del DPP, gli obblighi francesi previsti dalla legge AGEC e l’etichettatura ambientale.

I passaporti sviluppati con Renoon sono inoltre collegati alle attività e-commerce e CRM di Dondup. I clienti possono scoprire prodotti correlati, registrare il proprio acquisto ed entrare in relazione diretta con il brand attraverso comunicazioni dedicate, inviti e accessi anticipati.

ARMEDANGELS: informazioni DPP su tutti i capi

ARMEDANGELS dichiara che tutti i capi della collezione Primavera 2025 includono un codice QR scansionabile che consente di accedere alle informazioni del passaporto digitale di prodotto.

Il brand rende attualmente disponibili nove dati, tra cui composizione, certificazioni, istruzioni per la cura, produttori e subfornitori, fornitori dei materiali, Paese di produzione, contenuto riciclato, riciclabilità e presenza di microfibre.

ARMEDANGELS prevede inoltre di ampliare le informazioni disponibili man mano che saranno accessibili ulteriori dati sui fornitori, sulla progettazione circolare e sulle emissioni di carbonio a livello di prodotto.

L’implementazione mostra come un DPP rivolto al cliente dipenda dal processo più ampio di mappatura dei prodotti, dei fornitori e delle fasi produttive.

Coach: documentare il prodotto lungo più cicli di vita

Coachtopia collega i prodotti a passaporti digitali individuali tramite chip NFC integrati e, in diverse categorie, codici QR.

I passaporti contengono informazioni sui materiali, sull’impatto del prodotto e sui dettagli del design Made Circular. Il registro digitale può inoltre essere aggiornato quando si verificano eventi come la riparazione, il ritiro dell’usato o il riciclo.

I clienti possono collegare i prodotti ai propri account, accedere a servizi circolari e trasferire il rapporto con l’articolo quando questo passa a un nuovo proprietario.

Il progetto mostra come un passaporto digitale possa evolvere insieme al prodotto e continuare a supportare informazioni e servizi dopo la prima vendita.

Mugler: i DPP come canale informativo post-acquisto

Mugler ha introdotto passaporti digitali di prodotto per alcune borse, collegando i singoli prodotti a informazioni digitali e contenuti forniti dal brand.

Il progetto dimostra come un’esperienza digitale legata al prodotto possa creare un punto di contatto permanente tra il brand, il prodotto e il suo proprietario.

LVMH: passaporti digitali di prodotto in alcune Maison

LVMH sta implementando progressivamente i passaporti digitali di prodotto in alcune Maison e su determinati prodotti.

Il Gruppo descrive passaporti contenenti informazioni sull’origine delle materie prime, sull’impatto ambientale, sui luoghi di produzione, sull’utilizzo, sulla riparazione, sul riutilizzo e sul riciclo.

Nel 2025, Bvlgari, Loro Piana e Louis Vuitton hanno iniziato a introdurre i passaporti digitali di prodotto con il supporto di Aura Blockchain Consortium. Il Gruppo ha dichiarato che l’implementazione verrà progressivamente estesa.

Questo approccio condiviso mostra come un’infrastruttura comune possa supportare diverse categorie di prodotto ed esperienze cliente specifiche per ciascuna Maison, mantenendo principi coerenti per le informazioni di prodotto e la tracciabilità.

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Brand della moda che utilizzano ID digitali, gemelli digitali e certificati digitali

Oltre ai progetti presentati esplicitamente come passaporti digitali di prodotto, i brand della moda stanno introducendo anche ID digitali, gemelli digitali e certificati digitali collegati ai singoli prodotti.

Queste iniziative anticipano già alcuni principi del DPP, tra cui l’identificazione permanente del prodotto e l’accesso a informazioni o servizi durante il suo ciclo di vita. Tuttavia, non possono essere considerate automaticamente passaporti digitali di prodotto conformi. Quando i requisiti specifici per categoria entreranno in vigore, i prodotti immessi sul mercato dell’UE dovranno disporre di un DPP conforme alle regole applicabili in materia di dati, identificazione, diritti di accesso, interoperabilità e registrazione. I sistemi di identità digitale esistenti possono costituire una base utile, ma dovranno essere valutati e adattati ai requisiti definitivi.

Dior: gemelli digitali per alcune sneaker

Dior ha collegato la prima edizione limitata delle sneaker B33 a gemelli digitali. Le 470 paia includevano l’accesso tramite NFC a un certificato digitale di autenticità e a un gemello digitale non trasferibile, oltre a servizi online dedicati.

Il progetto dimostra come un prodotto fisico di lusso possa essere collegato a un’identità digitale permanente.

Chloé: ID digitali a supporto della rivendita

Chloé ha introdotto ID digitali per i prodotti idonei nell’ambito della collaborazione con Vestiaire Collective.

L’ID digitale e il certificato di autenticità facilitano la rivendita immediata attraverso un processo semplificato con annuncio precompilato. I clienti possono ricevere un credito da utilizzare presso Chloé o Vestiaire Collective oppure scegliere di donare l’importo corrispondente all’UNICEF.

L’iniziativa mostra come un’identità digitale a livello di prodotto possa ridurre gli ostacoli tra la prima vendita e i successivi cicli di proprietà.

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Passaporti digitali di prodotto oltre la moda

I passaporti digitali di prodotto vengono implementati anche in settori caratterizzati da prodotti complessi, lunghi cicli di vita e rapporti continuativi tra produttori, prodotti e proprietari.

Poltrona Frau ha lanciato nel 2026 i passaporti digitali di prodotto per le collezioni di sedute Vanity Fair e Archibald. Tramite un tag NFC associato in modo univoco a ciascun prodotto, i clienti possono accedere a informazioni su materiali, origine delle materie prime e fasi produttive, scaricare un Certificato di proprietà, consultare contenuti sulla cura e la manutenzione e accedere ai servizi post-vendita. L’azienda prevede di estendere progressivamente l’implementazione all’intero catalogo entro il 2030.

Nanimarquina ha introdotto i passaporti digitali di prodotto sull’intera collezione di tappeti in collaborazione con Renoon: ogni prodotto immesso sul mercato dall’azienda è quindi già coperto da un DPP. Ogni passaporto contiene informazioni sull’origine dei materiali, sulla produzione artigianale, sull’impronta ambientale, sulla manutenzione, sulla cura e sulla circolarità. È accessibile dalla pagina prodotto, tramite un codice QR sul retro del tappeto o mediante il codice QR incluso nel Certificato di autenticità.

Axopar ha introdotto un passaporto digitale di prodotto individuale per tutte le nuove imbarcazioni prodotte dal primo trimestre del 2026. Collegato tramite un chip NFC, il passaporto riunisce specifiche di fabbrica, certificati, informazioni sulla garanzia, registri delle ispezioni e indicazioni per la manutenzione. Supporta inoltre il trasferimento di proprietà quando un’imbarcazione viene rivenduta.

Questi esempi mostrano come i passaporti digitali di prodotto possano supportare informazioni sul prodotto, proprietà, manutenzione e servizi post-vendita anche in categorie diverse dalla moda.

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Elementi comuni nelle implementazioni del DPP

Osservando questi progetti emergono diversi modelli di implementazione ricorrenti.

Identificativi di prodotto e supporti dati

I brand utilizzano codici QR, chip NFC e integrazioni nelle pagine prodotto degli e-commerce per collegare i prodotti fisici ai relativi registri digitali.

Il livello di identificazione appropriato varia in base al progetto. Alcuni passaporti operano a livello di modello o lotto, mentre altri creano un registro univoco per ogni singolo prodotto.

Dati di prodotto e di filiera

Le informazioni del passaporto digitale di prodotto possono essere distribuite tra sistemi PLM, ERP, PIM e di tracciabilità, piattaforme e-commerce, documenti dei fornitori e file interni.

L’implementazione richiede una struttura dati capace di associare le informazioni corrette al prodotto giusto e di mantenerle aggiornate nel tempo.

Coinvolgimento dei fornitori

Le informazioni su materiali, fasi produttive, luoghi e certificazioni dipendono spesso da fornitori esterni.

L’onboarding dei fornitori e i processi per la qualità dei dati diventano quindi sempre più importanti man mano che il progetto si estende oltre una selezione iniziale di prodotti.

Integrazione con i processi aziendali

Le implementazioni più avanzate collegano i DPP a produzione, etichettatura, e-commerce, CRM, riparazione, rivendita e assistenza clienti.

Ciò consente al passaporto di supportare più funzioni, riducendo al contempo la necessità di gestire flussi separati di informazioni sul prodotto.

Una struttura capace di evolvere

I requisiti specifici per i prodotti della moda e del tessile non sono ancora stati definiti in via definitiva. Le implementazioni attuali devono quindi poter integrare ulteriori dati, regole di accesso e requisiti tecnici man mano che vengono stabiliti.

Un progetto DPP scalabile richiede un modello dati e un processo operativo capaci di evolvere con le nuove collezioni e gli sviluppi normativi.

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Cosa mostrano gli attuali progetti DPP

I brand che stanno già implementando i passaporti digitali di prodotto partono da esigenze diverse. Alcuni si concentrano inizialmente su trasparenza e tracciabilità, mentre altri partono da autenticazione, customer experience, riparazione, rivendita o preparazione normativa.

In questi progetti, il lavoro di base è sempre più simile. I brand devono:

  • identificare quali informazioni sul prodotto sono già disponibili;
  • mappare i dati mancanti nei sistemi interni e presso i fornitori;
  • definire la responsabilità per i singoli dati;
  • selezionare identificativi, granularità e supporti dati;
  • integrare la gestione dei supporti dati nella produzione;
  • collegare il passaporto ai canali digitali esistenti;
  • mantenere aggiornate le informazioni su prodotti e collezioni;
  • predisporre la struttura per ulteriori requisiti e servizi.

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Dai singoli progetti a un’implementazione scalabile del DPP

I passaporti digitali di prodotto sono già applicati in diversi segmenti del settore della moda, dall’abbigliamento e dagli accessori alle calzature e ai beni di lusso.

Con la definizione dei requisiti europei specifici per prodotto, i brand che dispongono di dati strutturati, responsabilità interne chiare e processi di implementazione consolidati saranno in una posizione migliore per integrare i requisiti definitivi nelle proprie collezioni.

Renoon supporta le aziende della moda e del lusso lungo tutto questo processo: dalla preparazione normativa e dalla definizione del modello dati all’onboarding dei fornitori, all’integrazione dei sistemi, alla gestione dei supporti dati e all’implementazione del passaporto digitale di prodotto.

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