
Questo articolo riflette le opportunità e le informazioni disponibili a ottobre 2026. Bandi, disponibilità dei fondi e requisiti di ammissibilità possono cambiare. Prima di presentare una domanda, le aziende dovrebbero sempre consultare la documentazione ufficiale completa.
I progetti di passaporto digitale di prodotto richiedono investimenti in dati di prodotto, tracciabilità, integrazione software, coinvolgimento dei fornitori e processi interni. Sebbene gli incentivi italiani non identifichino generalmente il DPP come categoria autonoma, alcune di queste attività possono rientrare in programmi a sostegno della digitalizzazione, dell’innovazione della filiera, della formazione o della competitività internazionale.
L’ammissibilità dipende da come è strutturato il progetto, dalle spese sostenute e dai requisiti specifici di ciascuna misura. Questo articolo esamina le opportunità di finanziamento più rilevanti per le aziende che operano in Italia e spiega come le diverse componenti di un progetto DPP possano rientrarvi.
È improbabile che un progetto di passaporto digitale di prodotto sia ammissibile semplicemente perché supporta la compliance normativa. I programmi di finanziamento valutano generalmente l’investimento specifico che viene realizzato.
A seconda del bando, le attività potenzialmente rilevanti possono includere:
Lo stesso progetto DPP può quindi comprendere più attività che rientrano in diverse categorie di spesa ammissibile.
La misura PMI operanti nella filiera della moda, introdotta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), mette a disposizione 100 milioni di euro per sostenere programmi di sviluppo presentati da PMI attive nei settori moda, tessile e accessori.
I programmi ammissibili possono includere investimenti produttivi, innovazione e attività complementari. Devono tuttavia configurarsi come programmi di sviluppo più ampi, con spese ammissibili comprese tra 1 milione e 20 milioni di euro.
Un passaporto digitale di prodotto potrebbe quindi rientrare in un programma più ampio che comprende integrazione della filiera, trasformazione digitale o innovazione produttiva. Difficilmente, invece, soddisferebbe da solo la portata e i requisiti della misura.
La data di apertura delle domande non è ancora stata annunciata.
Il Voucher Digitalizzazione PMI 2026 sostiene i progetti di trasformazione digitale realizzati da micro, piccole e medie imprese in Piemonte.
La misura può coprire l’acquisizione di beni e servizi digitali, insieme alle relative attività di consulenza e formazione. Un progetto DPP può essere rilevante quando comprende tecnologie ammissibili, integrazione dei dati o digitalizzazione dei processi aziendali.
Le domande possono essere presentate dal 22 ottobre al 15 dicembre 2026. Il programma dispone di una dotazione complessiva di 19,2 milioni di euro.
Il programma Sviluppo Competenze sostiene la formazione dei dipendenti legata alle transizioni digitale e green.
È rivolto alle PMI ammissibili con un’unità locale in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. I progetti possono avere un valore compreso tra 10.000 e 60.000 euro, con un contributo ordinario pari al 50% delle spese ammissibili.
Questa misura non finanzia l’implementazione tecnica di un passaporto digitale di prodotto. Può però sostenere lo sviluppo delle competenze interne necessarie per gestire dati di prodotto, processi di tracciabilità e nuovi flussi di lavoro digitali.
Le domande per la seconda finestra possono essere presentate fino al 21 dicembre 2026.
Lo strumento Transizione digitale o ecologica sostiene gli investimenti digitali e ambientali delle aziende italiane ammissibili che operano sui mercati internazionali.
In generale, almeno il 50% del finanziamento approvato deve essere destinato a investimenti digitali o ambientali. A seconda dell’azienda e delle condizioni applicabili, al finanziamento agevolato può affiancarsi una quota a fondo perduto.
I sistemi legati al DPP potrebbero rientrare in un piano di investimento più ampio che comprende infrastrutture digitali, innovazione dei processi o transizione ambientale. L’azienda deve comunque dimostrare che le spese proposte soddisfano i requisiti di internazionalizzazione e ammissibilità del programma.
Lo strumento Certificazioni e consulenze sostiene le attività di consulenza e certificazione legate alla crescita internazionale.
Può essere rilevante quando un progetto DPP comprende consulenza specialistica a supporto della compliance di prodotto, della governance dei dati o dell’accesso ai mercati esteri. L’ammissibilità dipende dalla finalità della consulenza, dal fornitore e dal legame con il progetto di internazionalizzazione dell’azienda.
Lo strumento offre finanziamenti agevolati da 10.000 a 500.000 euro, nel rispetto dei limiti e delle condizioni applicabili.
Il programma Voucher Doppia Transizione 2026 sostiene la transizione digitale e ambientale delle PMI italiane attraverso la rete nazionale dei Punti Impresa Digitale (PID), strutture delle Camere di commercio italiane dedicate alla digitalizzazione delle imprese.
Il programma mette a disposizione 150 milioni di euro tra il 2026 e il 2029. I singoli bandi, le scadenze, gli importi dei contributi e le tecnologie ammissibili sono definiti dalle Camere di commercio locali che partecipano all’iniziativa. Le aziende devono quindi consultare la pagina centrale del programma per individuare il bando applicabile al proprio territorio.
Le spese legate al DPP possono essere rilevanti quando la misura locale copre tecnologie o consulenza per tracciabilità, gestione dei dati, integrazione dei sistemi o innovazione dei processi digitali.
Ulteriori programmi possono essere rilevanti in circostanze più specifiche.
La misura Sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security, nota come Voucher Cloud e Cybersecurity del MIMIT, può sostenere servizi cloud e di cybersecurity ammissibili.
Non finanzia però una soluzione DPP generica. I prodotti e i servizi devono rientrare nelle categorie autorizzate ed essere acquistati da fornitori inclusi nell’elenco MIMIT pertinente.
Anche i programmi regionali per l’economia circolare possono applicarsi quando il DPP sostiene un progetto più ampio che comprende prevenzione dei rifiuti, riciclo, recupero dei materiali o filiere circolari. Fornire informazioni sul prodotto potrebbe non essere sufficiente, a meno che non contribuisca direttamente ai risultati richiesti dal bando.
Prima di considerare un incentivo adatto a un progetto DPP, le aziende dovrebbero verificare:
I finanziamenti possono aiutare le piccole aziende a investire nei dati di prodotto, nei sistemi di tracciabilità e nei processi interni necessari per implementare il passaporto digitale di prodotto. Il progetto deve comunque avere un perimetro tecnico chiaro, che identifichi attività, sistemi e costi coinvolti prima di confrontarli con i requisiti di ammissibilità di una misura specifica.
Renoon offre un programma dedicato per aiutare le piccole aziende a preparare e implementare i passaporti digitali di prodotto, dalla definizione dei dati e dei processi necessari alla pianificazione di un’implementazione scalabile.
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