
Un’azienda dovrebbe poter cambiare il proprio provider di Digital Product Passport senza dover ricostruire ogni passaporto o sostituire i data carrier già applicati ai prodotti.
Il Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili richiede che i dati del DPP siano trasferibili attraverso una rete aperta e interoperabile per lo scambio dei dati, senza vendor lock-in.
Ma cosa deve rimanere portabile affinché un’azienda possa trasferire i propri Digital Product Passport a un altro sistema senza compromettere accesso, integrità dei dati o continuità?
La portabilità dei dati DPP è la possibilità di trasferire le informazioni del passaporto di prodotto da un sistema o provider a un altro senza perderne struttura, significato o collegamento con il prodotto fisico.
Il vendor lock-in si verifica quando un’azienda non può trasferire concretamente i propri dati o continuare a gestire i passaporti senza rimanere dipendente da uno specifico provider.
Entrambi i termini sono definiti anche nel glossario del Digital Product Passport di Renoon.
Un DPP portabile dovrebbe preservare:
L’obiettivo non è semplicemente recuperare i contenuti mostrati ai consumatori. Occorre preservare un record di prodotto utilizzabile, che un altro sistema possa interpretare, gestire e aggiornare.
La portabilità dei dati è un requisito essenziale previsto dall’articolo 10 dell’ESPR. I dati del DPP devono basarsi su standard aperti, utilizzare formati interoperabili ed essere trasferibili attraverso una rete aperta e interoperabile per lo scambio dei dati, senza vendor lock-in.
Il principale riferimento tecnico a supporto di questo requisito è EN 18216:2026 – Digital Product Passport – Protocolli per lo scambio dei dati. Definisce i protocolli e i formati che consentono lo scambio sicuro delle informazioni DPP tra sistemi diversi.
Opera insieme a:
I riferimenti a questi standard armonizzati sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La loro applicazione conferisce una presunzione di conformità ai requisiti ESPR che coprono, sebbene la conformità possa essere dimostrata anche attraverso altri approcci tecnici.
L’utilizzo di protocolli e formati standard non rende però automaticamente portabile un Digital Product Passport completo. La portabilità dipende anche da come vengono implementati identificatori, relazioni tra dati, evidenze, permessi e collegamenti tra sistemi.
Per una spiegazione più ampia del quadro tecnico europeo, leggi l’articolo dedicato.
Un foglio di calcolo può essere utile per trasferire singoli campi, ma potrebbe non rappresentare la struttura completa di un Digital Product Passport.
Ad esempio, un’esportazione può contenere il nome di un materiale senza preservare:
Anche documenti, record dei fornitori, eventi del ciclo di vita e relazioni tra dataset possono essere archiviati separatamente.
La portabilità dipende quindi dal trasferimento sia dei dati sia del contesto necessario per interpretarli. Prima di cambiare provider, le aziende dovrebbero capire quali informazioni possono essere esportate, in quale formato e se un altro sistema può importarle senza un’ampia ricostruzione manuale.
Il data carrier applicato a un prodotto lo collega a un identificatore univoco e persistente. Questo collegamento dovrebbe continuare a funzionare anche se cambia la tecnologia utilizzata per archiviare o pubblicare il passaporto.
Cambiare provider non dovrebbe richiedere automaticamente la sostituzione di tutti i QR code già applicati ai prodotti. La possibilità di mantenere i data carrier esistenti dipende da come sono stati configurati l’identificatore e il relativo meccanismo di risoluzione.
La migrazione diventa più complessa quando:
Le aziende dovrebbero quindi stabilire fin dall’inizio chi controlla gli identificatori, i domini e le regole di risoluzione utilizzati per collegare i prodotti fisici ai relativi passaporti.
Questo è particolarmente importante perché l’ESPR richiede che ogni DPP rimanga accessibile almeno per la durata di vita prevista del prodotto. Per il tessile, uno studio esterno di maggio 2026 preparato per il JRC utilizza come riferimento dieci anni dall’immissione del prodotto sul mercato, ma il requisito definitivo sarà stabilito nell’atto delegato.
Ai sensi dell’ESPR, l’operatore economico competente rimane responsabile di garantire che il Digital Product Passport richiesto sia disponibile e che i relativi identificatori siano registrati. I dati completi del passaporto sono archiviati in modo decentralizzato dall’operatore economico o da un provider di servizi DPP che agisce per suo conto.
Il Registro DPP dell’UE non sostituisce questa infrastruttura né archivia il passaporto completo. Funziona come servizio di indicizzazione e conserva gli identificatori e le informazioni di registrazione richieste dalla normativa applicabile.
La scelta di un provider esterno non trasferisce quindi la responsabilità normativa dell’azienda. L’operatore economico deve poter mantenere l’accesso alle informazioni e garantire che i passaporti rimangano disponibili per il periodo stabilito dalle norme applicabili.
L’ESPR richiede inoltre che una copia di backup sia resa disponibile tramite un provider di servizi DPP e prevede la disponibilità del passaporto anche se l’operatore economico responsabile diventa insolvente, viene liquidato o cessa di operare nell’UE.
La Commissione europea sta inoltre preparando un atto delegato che definirà requisiti specifici per i provider di servizi DPP e potrebbe introdurre una valutazione di conformità o un sistema di certificazione. Fino alla sua adozione, gli obblighi dettagliati specifici per i provider non sono ancora definitivi.
La portabilità dovrebbe essere valutata prima dell’implementazione, non soltanto quando un’azienda decide di migrare.
Le aziende possono chiedere ai potenziali provider:
Queste domande dovrebbero riguardare sia l’architettura tecnica sia l’accordo commerciale. Un sistema può supportare formati aperti e, al tempo stesso, rendere difficile la migrazione attraverso restrizioni contrattuali, infrastrutture non accessibili o esportazioni incomplete.
Il catalogo OpenDPP di CIRPASS-2 raccoglie risorse open source pensate per supportare implementazioni di Digital Product Passport più interoperabili.
Un esempio è l’ Open DPP Packager, che raccoglie i record del passaporto in file ispezionabili contenenti documenti strutturati, relazioni, eventi, risorse e informazioni sull’integrità. Il suo scopo è rendere il trasferimento di un DPP leggibile e verificabile al di fuori del sistema che lo ha creato.
Lo strumento non ospita i passaporti, non verifica le dichiarazioni e non certifica la conformità normativa. Illustra tuttavia un principio importante: un passaporto portabile deve preservare struttura e relazioni, non soltanto una copia dei dati visibili.
Il cambio di provider DPP dovrebbe essere gestito come una migrazione controllata del sistema, non come la ricostruzione di una raccolta di pagine web.
Le aziende devono preservare il collegamento tra prodotti fisici, identificatori e record strutturati, mantenendo al tempo stesso accesso, evidenze e processi di aggiornamento. Quanto prima vengono definiti questi requisiti, tanto più semplice sarà cambiare tecnologia, integrare nuovi sistemi o rispondere ai futuri requisiti normativi.
Renoon supporta le aziende nella strutturazione dei dati del Digital Product Passport, nel collegamento dei sistemi esistenti e nella definizione di processi che preservano nel tempo controllo dei dati, interoperabilità e continuità.
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