Regolamentazioni
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8 ottobre 2026

Preparare il settore beauty e cosmetica ai passaporti digitali di prodotto

Martina Sattanino
Content Writer
Prodotti beauty e cosmetici disposti sugli scaffali di un negozio

Il settore beauty e cosmetica è già parte del dibattito europeo sul futuro delle informazioni di prodotto.

Nel 2024, il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha individuato i cosmetici tra undici gruppi di prodotti finali potenzialmente interessati da future misure nell’ambito del regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili. La valutazione ha preso in considerazione l’impatto ambientale, il potenziale di miglioramento, la rilevanza per il mercato e la copertura normativa esistente.

Sebbene i cosmetici non siano stati inclusi tra i prodotti finali prioritari nel primo piano di lavoro ESPR, la loro valutazione mostra come il settore potrebbe acquisire rilevanza con la continua evoluzione del quadro europeo sui prodotti.

Le aziende del settore beauty partono inoltre da una solida base informativa già esistente. Gestiscono già dati regolamentati relativi a ingredienti, sicurezza dei prodotti, operatori responsabili, produzione, tracciabilità e packaging. L’opportunità consiste nel collegare questi dati a livello di prodotto e renderli utilizzabili nei processi di compliance, nei sistemi interni e nei canali rivolti ai clienti.

Un passaporto digitale di prodotto può fornire l’infrastruttura necessaria a creare questa connessione, associando l’identità di un prodotto a informazioni strutturate e definendo le modalità di accesso per i diversi stakeholder.

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Come si inseriscono il settore beauty e cosmetica nel quadro ESPR

Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili definisce il quadro europeo attraverso il quale possono essere introdotti requisiti di ecodesign e di informazione per un’ampia gamma di prodotti fisici.

Lo studio del 2024 del Centro comune di ricerca ha individuato i cosmetici come un potenziale gruppo di prodotti per future misure nell’ambito dell’ESPR. Tuttavia, lo studio aveva carattere preparatorio e non era vincolante per la Commissione europea. I cosmetici non sono stati successivamente inclusi tra i prodotti finali prioritari nel primo piano di lavoro ESPR 2025–2030.

Nessun atto delegato definisce attualmente questi elementi per il settore beauty e cosmetica. Il settore non ha quindi una data confermata per la compliance al DPP né un set di dati obbligatorio, ma è già stato preso in considerazione nella valutazione tecnica europea delle potenziali priorità ESPR.

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Quali informazioni di prodotto gestiscono già le aziende cosmetiche?

Il settore opera già nel rispetto di requisiti dettagliati in materia di informazioni e sicurezza dei prodotti.

Ai sensi del regolamento UE sui prodotti cosmetici, le aziende devono gestire informazioni e processi che includono:

  • una Persona Responsabile designata all’interno dell’UE;
  • una relazione sulla sicurezza del prodotto cosmetico completata prima dell’immissione del prodotto sul mercato;
  • una documentazione informativa sul prodotto, conservata per dieci anni dopo l’immissione sul mercato dell’ultimo lotto;
  • la notifica tramite il portale di notifica dei prodotti cosmetici, o CPNP;
  • la conformità alle buone pratiche di fabbricazione;
  • la tracciabilità tra gli operatori economici interessati;
  • le informazioni richieste sul contenitore e sul packaging del prodotto.

L’attuale quadro in materia di etichettatura comprende informazioni quali nome e indirizzo della Persona Responsabile, contenuto nominale, durata minima o periodo dopo l’apertura, precauzioni, riferimento del lotto, funzione del prodotto e ingredienti.

Un futuro DPP non sostituirebbe automaticamente la documentazione informativa sul prodotto, la valutazione della sicurezza, la notifica CPNP o i requisiti di etichettatura fisica. Potrebbe invece creare un collegamento strutturato tra queste fonti di informazione esistenti e un’identità di prodotto persistente.

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Cosa potrebbe contenere un passaporto digitale di prodotto per i cosmetici?

Non è stato adottato alcun set di dati obbligatorio per il DPP dei prodotti beauty. Qualsiasi elenco di potenziali informazioni deve quindi essere considerato come un quadro di preparazione, non come un requisito legale già confermato.

Gli ambiti informativi rilevanti potrebbero includere:

  • nome, categoria e identificativi del prodotto;
  • informazioni sulla Persona Responsabile e sugli operatori economici;
  • informazioni su ingredienti e sostanze;
  • riferimenti di produzione e di lotto;
  • istruzioni d’uso e precauzioni;
  • durata minima o periodo dopo l’apertura;
  • materiali e componenti del packaging;
  • indicazioni per il riciclo e lo smaltimento;
  • claim di prodotto e relative evidenze a supporto;
  • informazioni su fornitori e produzione;
  • documentazione richiesta dalle autorità di vigilanza del mercato.

Non tutte queste informazioni devono necessariamente essere accessibili al pubblico. L’elenco degli ingredienti può essere destinato ai consumatori, mentre la formulazione esatta, la documentazione sulla sicurezza o le informazioni commercialmente sensibili sui fornitori potrebbero dover rimanere accessibili solo alle parti autorizzate.

I diritti di accesso sono quindi una parte importante della preparazione di un DPP per il settore beauty. Le aziende devono distinguere tra informazioni pubbliche, dati destinati alle autorità e dati riservati accessibili solo a utenti specifici.

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Collegare le informazioni sul prodotto e sul packaging

I prodotti beauty combinano spesso diversi componenti di packaging, tra cui flaconi, vasetti, erogatori, tappi, applicatori, etichette, foglietti illustrativi e confezioni secondarie. Ogni componente può coinvolgere materiali, fornitori e informazioni normative differenti.

Il regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, o PPWR, si applica dal 12 agosto 2026 e introduce progressivamente requisiti in materia di sostenibilità, riciclabilità, etichettatura e gestione degli imballaggi.

Il PPWR e l’ESPR restano quadri normativi distinti. Il passaporto digitale di prodotto non sostituisce la compliance relativa agli imballaggi e i dati sul packaging non devono essere confusi con i futuri requisiti DPP specifici per prodotto.

Tuttavia, le aziende possono costruire una base operativa condivisa. Collegare ogni prodotto ai relativi componenti di packaging, alle specifiche dei materiali e ai fornitori facilita l’aggiornamento delle informazioni, la gestione delle evidenze e la risposta ai requisiti previsti da normative e mercati diversi.

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Dai dati di compliance all’esperienza del cliente

Un passaporto digitale di prodotto per il settore beauty potrebbe anche collegare le informazioni regolamentate sul prodotto alle informazioni e ai servizi offerti ai consumatori.

Attraverso un codice QR o un altro supporto dati, i brand potrebbero offrire accesso a contenuti quali:

  • ingredienti e relative funzioni;
  • istruzioni d’uso e precauzioni;
  • origine del prodotto e informazioni sulla produzione;
  • indicazioni sul periodo dopo l’apertura;
  • istruzioni per la separazione e lo smaltimento del packaging;
  • servizi di ricarica o riutilizzo;
  • informazioni sull’autenticità;
  • servizi e raccomandazioni aggiuntivi sul prodotto.

Queste esperienze devono rimanere collegate a dati di prodotto gestiti in modo strutturato. L’obiettivo non è creare una pagina marketing separata con informazioni riprodotte manualmente, ma garantire che i contenuti rivolti ai consumatori rimangano coerenti con i dati di prodotto sottostanti.

Questo aspetto diventa particolarmente rilevante con l’aumento dei controlli sui claim ambientali e di prodotto. Le informazioni presentate tramite un DPP devono comunque essere accurate, verificabili e coerenti con le evidenze detenute dall’azienda.

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Come possono prepararsi le aziende del settore beauty ai passaporti digitali di prodotto

Le aziende del settore beauty non devono prevedere il set di dati normativo definitivo per iniziare a migliorare la gestione delle informazioni di prodotto.

Possono già adottare diverse misure pratiche.

1. Mappare le informazioni esistenti

Individuare dove sono attualmente conservate le informazioni su ingredienti, sicurezza, packaging, fornitori, lotti e prodotti, inclusi fogli di calcolo, piattaforme regolatorie e sistemi aziendali interni.

2. Assegnare la responsabilità dei dati

Stabilire quali team, fornitori e partner sono responsabili della creazione, validazione e aggiornamento di ciascun tipo di informazione.

3. Collegare gli identificativi di prodotto e packaging

Garantire che formulazioni, SKU, componenti di packaging, fornitori e riferimenti di produzione possano essere collegati in modo affidabile al prodotto corretto.

4. Definire i livelli di accesso

Separare le informazioni destinate ai consumatori dai dati richiesti da autorità, partner commerciali o utenti interni autorizzati.

5. Collegare i claim alle evidenze a supporto

Individuare i documenti a supporto dei claim di prodotto, sugli ingredienti e ambientali e stabilire come mantenere aggiornate queste evidenze quando cambiano i prodotti o le formulazioni.

6. Testare un modello di dati riutilizzabile

Un primo progetto può partire da una gamma di prodotti definita, ma la struttura deve essere progettata per estendersi a categorie, mercati e collezioni future.

7. Mantenere la flessibilità

L’infrastruttura scelta deve consentire di esportare e aggiornare i dati e di integrarli con i sistemi esistenti per la compliance, la gestione dei prodotti e il commercio. In questo modo si riduce il rischio di creare una soluzione statica, incapace di adattarsi quando verranno adottati requisiti specifici per prodotto.

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Costruire le basi per i passaporti digitali di prodotto nel settore beauty

Le aziende del settore beauty e cosmetica gestiscono già informazioni altamente regolamentate sull’identità, la sicurezza, gli ingredienti, la produzione e il packaging dei prodotti.

La sfida operativa consiste nel collegare informazioni attualmente distribuite tra team, documenti e sistemi diversi.

La preparazione ai passaporti digitali di prodotto parte quindi da identità di prodotto, dati strutturati, responsabilità chiare e collegamenti affidabili tra i sistemi. Queste basi possono già migliorare i processi normativi e l’esperienza del cliente, preservando al contempo la flessibilità necessaria per rispondere ai requisiti futuri.

Renoon supporta le aziende del settore beauty e cosmetica nella strutturazione dei dati di prodotto e packaging, nella definizione dei diritti di accesso, nel collegamento dei sistemi esistenti e nella creazione di processi scalabili per il passaporto digitale di prodotto.

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