Ecco i marchi che già utilizzano DPP

Pubblicato il

13 gennaio 2026

Collaboratori

Martina Sattanino

Content Writer

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I passaporti digitali di prodotto (DPP) non sono più solo un concetto normativo discusso nei documenti politici dell'UE. Nel settore della moda e del lusso, diversi marchi stanno già implementando passaporti digitali a livello di prodotto, integrando dati verificati direttamente in capi, borse, scarpe e accessori.

Mentre l'UE si prepara a rendere obbligatori i DPP per gruppi di prodotti prioritari come i tessili, questi primi utilizzatori lanciano un segnale chiaro: i passaporti digitali di prodotto sono una realtà operativa per la trasparenza, la tracciabilità e la compliance nel settore della moda.

Di seguito, esamineremo quali marchi stanno già utilizzando i DPP, come lo fanno e cosa questo segnala per l'industria della moda in generale.

Perché i marchi stanno adottando i passaporti digitali di prodotto

La Commissione Europea definisce il Passaporto Digitale di Prodotto come un'identità digitale che rende le informazioni sui prodotti accessibili lungo tutta la catena del valore: dalla produzione all'utilizzo, al riutilizzo e al fine vita. Ai sensi del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR), i DPP saranno soggetti a requisiti legali attraverso norme specifiche per prodotto a partire dal 2026.

Per i marchi di moda, questo significa due cose:

  • La preparazione al DPP è una questione di accesso al mercato, non solo un'iniziativa di sostenibilità.

  • L'adozione precoce offre unvantaggio strategico, consentendo ai marchi di testare i sistemi, allineare i fornitori e definire il modo in cui i dati sui prodotti vengono condivisi con i consumatori e le autorità.

Secondo la Commissione europea, i DPP sono concepiti per migliorare l'accesso a informazioni affidabili sui prodotti, aumentare la fiducia dei consumatori e rafforzare la sorveglianza del mercato, obiettivi che affrontano direttamente le sfide di lunga data in materia di trasparenza nel settore della moda.

I marchi di moda e lusso utilizzano già i DPP

Tod's: Passaporti digitali di prodotto per la pelletteria

Tod's è uno degli esempi più chiari di un marchio che utilizza esplicitamente il termine Digital Product Passport.

L'azienda ha introdotto un Passaporto Digitale di Prodotto per la sua Di Bag personalizzata, sviluppato tramite l'Aura Blockchain Consortium. Ogni prodotto è dotato di un tag NFC che consente ai consumatori di accedere al passaporto digitale della borsa tramite smartphone.

Il DPP fornisce informazioni verificate sull'autenticità e sulle caratteristiche del prodotto e getta le basi per la tracciabilità e i servizi di ciclo di vita. È importante sottolineare che Tod's presenta questa iniziativa non come un'iniziativa di marketing, ma come un passo concreto verso la trasparenza e il valore a lungo termine del prodotto.

Mugler: i DPP come canale informativo post-acquisto

Mugler ha implementato i passaporti digitali di prodotto per alcune borse selezionate, utilizzando identità digitali a livello di articolo per collegare i prodotti fisici alle informazioni digitali.

Attraverso il suo DPP, Mugler consente ai clienti di accedere a informazioni specifiche sul prodotto e a contenuti forniti dal brand dopo l'acquisto. Questo approccio evidenzia un cambiamento importante: i DPP diventano un canale di comunicazione proprietario e collegato al prodotto, anziché un'etichetta o un cartellino monouso.

Dimostra inoltre come i DPP possano estendere la relazione tra marchio e consumatore ben oltre il punto vendita.

Bvlgari: Certificati digitali e passaporti di prodotto

Bvlgari ha introdotto certificati digitali per prodotti selezionati, emessi tramite l'Aura Blockchain Consortium. Questi certificati fungono da passaporti di prodotto, collegando ogni articolo a registri digitali verificati.

Nei segmenti del lusso in cui autenticità e provenienza sono fondamentali, questo approccio dimostra come i DPP possano rafforzare la fiducia, preparando al contempo i marchi ai requisiti normativi relativi ai dati sui prodotti, alla tracciabilità e ai diritti di accesso.

Dondup: scalare i passaporti dei prodotti digitali dalla compliance ai servizi connessi

Dondup ha implementato i passaporti digitali di prodotto in tutte le sue collezioni nell'ambito di un più ampio progetto di digitalizzazione delle informazioni sui prodotti, a seguito dello spostamento della produzione in Italia. In collaborazione con Renoon, il brand ha introdotto i passaporti digitali di prodotto su larga scala, con oltre 600.000 prodotti ora dotati di un passaporto digitale di prodotto accessibile sia offline, tramite codici QR sulle etichette fisiche, sia online tramite widget digitali.

L'implementazione è stata progettata come un sistema graduale, piuttosto che come un progetto di compliance una tantum. Dondup ha iniziato collegando i dati esistenti sui prodotti e sulla supply chain, per poi ampliare progressivamente il passaporto per supportare la registrazione dei clienti, il CRM e servizi aggiuntivi come casi d'uso di rivendita, fidelizzazione e circolarità. Questo approccio ha permesso al marchio di organizzare le informazioni a livello di prodotto in un'unica struttura connessa che supporta la compliance normativa, consentendo al contempo nuovi punti di contatto con i clienti e il coordinamento interno tra i team.

Oltre la moda: sempre più marchi adottano identità di prodotto in stile DPP

Sebbene la normativa UE utilizzi il termine Digital Product Passport, molti marchi implementano già sistemi equivalenti con nomi quali "ID digitale" o "certificato digitale". Dal punto di vista funzionale, queste soluzioni sono in linea con il quadro DPP della Commissione.

Dior: identità digitali incorporate nelle sneaker

Dior ha introdotto una chiave digitale crittografica per le sue sneaker B33, integrata direttamente nel prodotto. Scansionando l'articolo, i proprietari possono accedere a una piattaforma digitale dedicata contenente informazioni e servizi verificati sul prodotto.

Questa implementazione illustra come i DPP possano operare su larga scala, integrandosi perfettamente nei prodotti di moda ad alto volume.

Loro Piana: certificati digitali incentrati sulla tracciabilità

Loro Piana fornisce certificati digitali per collezioni selezionate, certificati tramite Aura. Questi certificati si concentrano fortemente sui materiali e sull'origine, riflettendo la crescente domanda di informazioni verificate sull'approvvigionamento di tessuti di alta qualità.

Ciò è in stretta linea con i futuri requisiti ESPR, che imporranno dati a livello di prodotto su materiali, composizione e fasi della catena di fornitura.

Chloé: ID digitali che consentono la rivendita e la circolarità

Chloé ha implementato ID digitali per i prodotti delle sue collezioni, consentendone la tracciabilità e potenziando servizi come la rivendita immediata tramite piattaforme di rivendita.

Questo caso d'uso mostra come i passaporti digitali di prodotto possano supportare modelli aziendali circolari rendendo i prodotti pronti per la rivendita fin dal momento in cui vengono venduti, una capacità esplicitamente incoraggiata dagli obiettivi politici dell'UE.

Coach (Coachtopia): DPP che supportano partnership di rivendita

La linea circolare di Coach, Coachtopia, utilizza le identità digitali dei prodotti per consentirne la rivendita tramite partner come Poshmark. La registrazione digitale di ogni prodotto supporta l'autenticazione e il trasferimento di proprietà, riducendo le difficoltà nei mercati dell'usato.

Con l'UE sempre più concentrata sul riutilizzo e sulla durata prolungata dei prodotti, questo modello offre un esempio pratico di come i DPP possano supportare la compliance sbloccando al contempo nuovi flussi di entrate, incoraggiati dagli obiettivi politici dell'UE.


MATE: applicazione dei principi DPP ai prodotti di mobilità connessa

MATE è un produttore di e-bike con sede a Copenaghen, noto per la progettazione di bici elettriche potenti, intelligenti e pieghevoli che uniscono design contemporaneo e funzionalità ingegneristiche. La gamma di prodotti dell'azienda, dai modelli per il trasporto urbano ai modelli a lungo raggio, include informazioni strutturate su specifiche tecniche, manuali d'uso e istruzioni per la manutenzione, elementi tipici dei passaporti digitali di prodotto per prodotti meccanici ed elettrici.

Collegando un'identità digitale univoca a ciascun modello di bicicletta tramite codici QR o supporti dati simili, i marchi possono rendere accessibili informazioni critiche sul prodotto durante tutto il ciclo di vita, inclusi dettagli tecnici, cronologia della manutenzione e specifiche dei componenti, in un formato strutturato e leggibile da dispositivi mobili. MATE ha utilizzato i passaporti di prodotto per trasformare le registrazioni di garanzia in un potente canale CRM, scoprendo finalmente chi acquista e come interagisce.

Modelli comuni tra gli adottanti del DPP

Esaminando questi marchi, emergono diversi modelli di implementazione chiari:

  1. Identificatori a livello di articolo
    I prodotti sono dotati di tag NFC o codici QR che collegano direttamente a un passaporto digitale.

  2. Dati di prodotto verificati
    Autenticità, materiali e informazioni sulla produzione costituiscono il fondamento dei DPP.

  3. Servizi del ciclo di vita
    I DPP consentono sempre più la rivendita, la riparazione e il trasferimento della proprietà, non solo l'accesso alle informazioni.

  4. Approcci basati sulla piattaforma
    Molti marchi si affidano a soluzioni di consorzi o piattaforme per garantire interoperabilità e scalabilità.

Questi modelli rispecchiano da vicino il quadro tecnico sviluppato dall'UE, compresi i requisiti per gli identificatori univoci, il controllo dell'accesso ai dati e gli standard di interoperabilità previsti entro il 2026.

Cosa significa questo per la trasparenza della moda

La moda rimane una delle filiere produttive più complesse a livello globale. Secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente, il settore tessile è tra le principali categorie di prodotti in termini di impatto ambientale e lacune nei dati.

I passaporti digitali di prodotto offrono una risposta concreta: un modo standardizzato e verificabile per collegare i prodotti ai dati durante l'intero ciclo di vita.

I marchi che hanno già adottato i DPP dimostrano che questo cambiamento non è teorico. È operativo e in accelerazione.

Dall'adozione precoce allo standard di settore

Con il passaggio dei DPP da iniziative volontarie a requisiti obbligatori, il divario tra i precursori di queste misure e i ritardatari si amplia. I marchi che agiscono ora guadagnano tempo per allineare i sistemi, coinvolgere i fornitori e sviluppare una governance interna dei dati, offrendo al contempo ai consumatori informazioni più chiare e affidabili.

Noi di Renoon consideriamo i passaporti digitali dei prodotti come un elemento fondamentale per la trasparenza nel settore della moda: consentono la conformità, supportano la circolarità e forniscono dati verificati sia ai marchi che ai consumatori.

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