Ricerca e percezione dei consumatori: fiducia, trasparenza, resale

Pubblicato il

30 gennaio 2026

Collaboratori

Martina Sattanino

Content Writer

Allegra Valentina Camaioni

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Il passaporto digitale di prodotto (DPP) è principalmente un requisito normativo. I brand si stanno preparando perché sono obbligati. Ma cosa ne pensano i consumatori?

In questa fase, non esiste una risposta unica e definitiva. Quello che abbiamo sono segnali crescenti, dati preliminari e comportamenti dei consumatori comparabili che ci permettono di formulare ipotesi su come i DPP potranno plasmare la customer experience.

Cosa sappiamo oggi sui consumatori

Prima di guardare avanti, è importante riconoscere l'attuale incertezza.

Due ipotesi sono spesso discusse quando si parla di interazione dei consumatori con i passaporti digitali di prodotto:

    • I consumatori avranno scarso interesse a scansionare i codici QR, considerandoli tecnici o irrilevanti.
    • Il comportamento di scansione aumenterà nel tempo, con i DPP che diventeranno una parte naturale del customer journey, specialmente quando forniscono informazioni chiare e utili.



La realtà si collocherà probabilmente tra questi due estremi. Ciò che conta non è la presenza di un codice QR in sé, ma cosa trovano i consumatori quando lo usano.

Come i consumatori potrebbero interagire con un DPP

La nostra ipotesi di lavoro alla base dei passaporti digitali di prodotto è: quando i consumatori scelgono di interagire, cercano risposte pratiche piuttosto che spiegazioni tecniche.

Il DPP è progettato per connettere il prodotto fisico a informazioni verificate, a livello di articolo, che rispondono direttamente alle loro domande. Quando queste informazioni sono chiare e rilevanti, l'esperienza risulta intuitiva e potenziante, non un ulteriore layer digitale imposto sul prodotto.

Fiducia e lealtà: i benefici per i consumatori più misurabili

Tra i possibili risultati per i consumatori, la fiducia è uno dei segnali più costantemente osservati associati alla trasparenza.

Una ricerca citata da Forbes suggerisce che il 94% dei consumatori è più propenso a essere leale verso brand che offrono una trasparenza completa. Sebbene questa statistica non sia specifica per i DPP, fornisce un forte indicatore direzionale: quando l'informazione è chiara, coerente e verificabile, la credibilità aumenta.

Da una prospettiva strategica, ciò supporta l'ipotesi che i passaporti digitali di prodotto, se ben implementati, possano rafforzare la fiducia, e che la fiducia rimanga un driver chiave delle relazioni a lungo termine con i consumatori.

Il lusso come la categoria più dinamica

Il lusso offre una prima lente su come le informazioni sul prodotto in stile DPP possano essere percepite.

Secondo una ricerca citata da Vogue, circa l'80% dei consumatori di lusso esprime interesse per i passaporti digitali di prodotto per categorie come borse, orologi e gioielli. In questi segmenti, l'autenticità e la provenienza sono centrali nella decisione di acquisto.

Qui, il passaporto non è percepito come un artefatto normativo, ma come un'estensione della proprietà, un layer digitale che rafforza autenticità, tracciabilità e durabilità. Questo rende il lusso un utile punto di riferimento per come le aspettative dei consumatori potrebbero evolvere in altre categorie nel tempo.

Resale e secondhand: dove il valore del DPP diventa tangibile

La rilevanza delle informazioni verificate sul prodotto aumenta significativamente quando i prodotti cambiano proprietario.

Vogue riporta che il 56% dei consumatori è più propenso ad acquistare articoli secondhand quando è disponibile un passaporto digitale di prodotto, poiché aiuta a convalidare l'origine e la storia del prodotto. Sebbene ciò rifletta una preferenza dichiarata piuttosto che un comportamento garantito, evidenzia un chiaro "pain point" nel resale: l'incertezza.

Da un punto di vista strategico, i DPP hanno il potenziale per ridurre questo attrito fornendo continuità e prova, aumentando la fiducia sia per gli acquirenti che per i venditori, e permettendo ai brand di rimanere connessi ai prodotti oltre la prima vendita.

I consumatori vogliono dati, non affermazioni

Diversi studi sui consumatori indicano una direzione simile, suggerendo che le informazioni verificabili sul prodotto potrebbero giocare un ruolo crescente nelle decisioni di acquisto a maggiore considerazione.

Le informazioni comunemente richieste includono:

    • Composizione del prodotto
    • Guida alla cura e riparazione

    • Indicatori di durabilità

    • Dati sull'impatto ambientale

Questo non suggerisce che tutti i consumatori cercheranno attivamente ogni singolo dato. Piuttosto, indica che quando l'informazione è disponibile e credibile, diventa un punto di riferimento per il processo decisionale e la cura del prodotto. I passaporti digitali di prodotto rendono queste informazioni accessibili a livello di articolo, anziché disperse su pagine web generiche o materiali di marketing.

I consumatori potrebbero pagare di più per informazioni verificate sul prodotto

Un'altra ipotesi che vale la pena testare è se le informazioni verificate sul prodotto influenzino la disponibilità a pagare (willingness to pay).

L'UNECE, citando la Global Consumer Insights Survey di PwC, riporta che il 78% dei consumatori afferma che pagherebbe di più per prodotti allineati alle proprie preferenze e ai propri valori. La ricerca accademica suggerisce inoltre che i consumatori assegnano un valore misurabile alle informazioni sulla tracciabilità, in particolare quando sono verificabili in modo indipendente.

Sebbene questi risultati non siano esclusivi dei DPP, rafforzano un'intuizione più ampia: informazioni affidabili sul prodotto hanno una rilevanza commerciale, specialmente quando supportano la fiducia e la scelta informata.

Da innovazione ad aspettative

Se i passaporti digitali di prodotto verranno adottati su larga scala, è probabile che le aspettative dei consumatori cambino.

Ciò che inizialmente sembra innovativo - scansionare un prodotto per accedere a informazioni verificate - potrebbe gradualmente diventare un'aspettativa di base (baseline expectation). In questo contesto, il rischio per i brand non è la non-compliance, ma la percezione: essere visti come opachi o obsoleti rispetto ai concorrenti.

I "first adopter" (primi ad adottare) potrebbero trarre vantaggio da:

    • Relazioni "post-purchase" (post-acquisto) più solide

  • Differenziazione più chiara nei mercati affollati

Come Renoon supporta la customer experience

Renoon supporta i brand nel trasformare i dati strutturati dei prodotti in passaporti digitali di prodotto chiari, accessibili e significativi per i consumatori.

Organizzando e convalidando le informazioni a livello di prodotto, Renoon consente ai brand di offrire customer experience digitali coerenti che supportano fiducia, engagement e valore a lungo termine, senza aggiungere inutili complessità ai team interni o ai customer journey.

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Guardando avanti

In prospettiva, sembra che i brand leader saranno quelli che tratteranno la trasparenza del prodotto come uno strumento per relazioni a lungo termine, non come un'implementazione "one-time".

I passaporti digitali di prodotto danno voce ai prodotti e ai consumatori le informazioni di cui hanno bisogno. I brand che abbracceranno questo cambiamento non solo soddisferanno i requisiti: potrebbero diventare la scelta preferita.

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